Juventus-Napoli 2-3: i commenti di protagonisti.

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20 novembre 1988. Era questa la data dell’ultima vittoria degli azzurri a Torino, con il Napoli di Maradona che si impose per 5 a 3. Il 31 ottobre 2009 la storia si ripete, ben 21 anni dopo. La notte delle streghe si materializza allo stadio Olimpico, ma solo per la Juventus: la squadra di Mazzarri si rende protagonista di una rimonta eccezionale, da 2-0 a 2-3, rovinando ai bianconeri la serata di Halloween. Questo Napoli ha carattere, e il merito è tutto di Walter Mazzarri, capace in poche settimane di compiere il miracolo di trasformare una squadra molle e impaurita in una corazzata che non teme neanche il doppio svantaggio, combattendo col coltello tra i denti fino all’ultimo secondo. Partita finita quando l’arbitro fischia, direbbe il caro Vujadin Boškov. “Sono veramente soddisfatto. Non siamo mai andati in sofferenza – esordisce il tecnico del Napoli nell’immediato post partita – Ci siamo fatti male da soli con il gol del 2-0, ma ci abbiamo creduto, abbiamo lottato e siamo stati premiati. Anche all’intervallo ho detto di continuare così, stavamo facendo bene, molto meglio della Juventus che ha avuto poche occasioni. Siamo imprecisi sotto porta, pure contro il Milan, ma abbiamo creato tante occasioni ed è andata bene. Ora abbiamo il Catania e sarà una gara dura perché contro Milan e Juventus e facile avere le motivazioni, con le piccole invece è difficile dare il massimo”. Mazzarri indovina tutti gli avvicendamenti in campo, dando una svolta decisiva alla gara come già accaduto contro Fiorentina e Milan, ma non se ne prende il merito, lasciando tutta la gloria alla squadra e ai giocatori: “I cambi? Se un allenatore li indovina significa che ci sono giocatori pronti a dare il proprio contributo”.

Consapevole della grande bastonata subita della sua Juve, Ciro Ferrara non riesce a spiegarsi quanto accaduto sul terreno di gioco dell’Olimpico: “Non è facile analizzare questa gara ma lo faremo comunque. Sul 2-0 non c’è stata la giusta intensità e contro il Napoli non te lo puoi permettere. E’ sinceramente inspiegabile una cosa del genere. Cosa ho detto ai ragazzi? Me lo tengo per me, ora teniamoci questo pugno in faccia che farà molto male e andiamo avanti. Noi la partita la volevamo vincere, non pareggiarla, ed invece per errori nostri l’abbiamo persa. Il Napoli ha lottato fino alla fine, complimenti a loro per la vittoria. Noi ci prendiamo le nostre responsabilità”. Il tecnico bianconero commenta brevemente l’episodio dell’espulsione di Amauri: “Non mi sembra un intervento cattivo. Non voleva fare male a De Sanctis”.

Marek Hamsik, gioiello di questo Napoli, è risultato decisivo anche nella partita di ieri a Torino collezionando una doppietta micidiale che ha tramortito i bianconeri. Sono già 7 le realizzazioni del centrocampista slovacco in questa prima parte di stagione. “Siamo contentissimi per la vittoria. Nel primo tempo il mister ci ha detto che non stavamo giocando male, e nella ripresa siamo stati bravi a capovolgere la partita. Mazzarri sta facendo tanto, ci ha trasmesso una grande grinta. Volevamo vincere questa partita e ci siamo riusciti, e questo modulo mi piace”.

“Un’impresa splendida che dedico ai tifosi napoletani di tutto il mondo”. E’ un  presidente De Laurentiis raggiate, e ci mancherebbe altro, quello che si presenta ai microfoni al termine della sfida contro i bianconeri. “Mazzarri sta facendo un grande lavoro. Sono contento di questa nuova era che si è aperta. Io non so chi ha mai valorizzato così Aronica, ma è solo un esempio. Potrei farne anche altri”. Il patron non nasconde di poter concedere dei premi alla squadra, capace nel giro di una settimana di affondare tutte le corazzate italiane impegnate in Champions League:  “Ne ho parlato proprio poco fa negli spogliatoi. Ora pensiamo al Catania, poi si chiude la prima parte del ciclo e vedremo. I premi a metà corsa di solito distraggono”. De Laurentiis non fa mancare una frecciatina all’ex tecnico azzurro e una dichiarazione sugli obbiettivi del suo Napoli ormai disinibito, svezzato: “Donadoni? Spero che conti saper parlare alla squadra per dare le giuste motivazioni. Non mi sono mai nascosto, ho chiesto l’Europa. Non solo voglio entrarci, ma anche mantenerla per non vanificare gli sforzi di questi anni”. Neanche la più classica superstizione partenopea sembra spaventare il presidente: “17 punti in classifica? Ma a me ha sempre portato bene”.

 

Vincenzo Mugione NAPOLICALCIO.NET

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