La retrocessione 2000/2001 del Napoli fu decisa a tavolino: l’inchiesta di Report incastra Carraro e Tanzi.

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L’annata 2000/ 2001 è stata una delle più nere della storia del calcio Napoli. In quell’anno il club retrocesse in serie B, e da allora tra cambi di proprietà ed investimenti sbagliati la società sprofondò nell’abisso del fallimento. De Laurentiis riacquistò il titolo Napoli nel 2004 e salvò il calcio nella città partenopea.

Eppure ci furono molte ombre e sospetti su una partita di quel campionato, Parma-Verona 1-2, che sancì la retrocessione degli azzurri. Sospetti che Report, trasmissione di rai 3, ha confermato con un’inchiesta in cui emerge una verità tenuta nascosta finora ma in realtà conosciuta da tutti. La retrocessione del Napoli fu decisa a tavolino, Parma-Verona fu una partita truccata. Lo sostengono Ferlaino e Corbelli, ex co-presidenti di quel Napoli. In merito a quella partita successero molte cose strane. Il rigore a favore dei veronesi, poi trasformato da Oddo, fu causato da un intervento eclatante e scomposto da parte di Benarrivo in un’azione per nulla pericolosa. Il procuratore di Benarrivo era Federico Pastorello, figlio di Giambattista Pastorello, a sua volta grande amico di Tanzi.

Proprio il signore di Parmalat organizzò la giostra intorno a quella partita per un semplice motivo: era presidente di entrambe le squadre, Pastorello, patron del Parma, non era altro che un prestanome. La retrocessione del Verona avrebbe causato a Tanzi la perdita di molti miliardi a detta di Ferlaino. Ecco così che gli scaligeri conquistarono, guarda caso, la loro unica vittoria esterna sul campo del Parma, in cui militavano fior di giocatori come Buffon, Cannavaro e Thuram.

Corbelli si rivolse a Carraro, documentandogli la tracciabilità dei versamenti di Tanzi a Pastorello, prova inconfutabile che il signore di Parmalat possedeva due squadre di serie A, cosa assolutamente vietata. Ma Carraro disse che perdeva tempo, la retrocessione del Napoli erà già decisa e Tanzi a quei tempi era un intoccabile. Lo stesso Carraro fece di tutto per impedire che il Napoli si salvasse dal fallimento, mentre permise successivamente al Parma ed alla Lazio di dilazione il pagamento dei loro debiti in seguito ai crack della Parmalat e della Cirio. Ferlaino presentò una denuncia nei confronti di Tanzi, quella stessa denuncia sparì insabbiata chissà dove. Tutto questo è documentato dall’inchiesta portata avanti da Report che svela una serie di malefatte passate del calcio italiano.

A distanza di anni si può addirittura dire che il fallimento del Napoli fu un bene per la società, che oggi veleggia al terzo posto e può vantare uno dei bilanci più sani di tutta la serie A. Ciò non toglie che personaggi come Tanzi e Carraro hanno giocato coi sentimenti dei tifosi partenopei, senza alcuna cura per le regole vigenti e per la passione di milioni di napoletani. Impossibile dimenticare quei giorni tristi del crollo in serie B fino al fallimento in serie C. Il Napoli oggi può guardare tutti con la fronte alta, ha pagato i suoi debiti a caro prezzo con anni amari. Oggi chi ha sbagliato a suo tempo deve pagare. Se Calciopoli ha insegnato qualcosa è che non esistono più intoccabili, i tifosi napoletani esigono che la giustizia sportiva, la stessa che ha fatto mangiare loro la polvere dei campi di serie C e di serie B, faccia il suo corso senza guardare in faccia a nessuno.

Francesco Ferrara NAPOLICALCIO.NET

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