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Per il "Times" Maradona è il più grande di sempre
Il quotidiano londinese elegge l'attuale c.t. dell'Argentina miglior giocatore di tutte le edizioni. Alle sue spalle Pelè e Beckenbauer. Primo degli italiani, al quarto posto, il leggendario Giuseppe Meazza

Per buona parte degli inglesi, Diego Armando Maradona resterà sempre quello “della mano di Dio” che eliminò l’Inghilterra ai quarti di finale della Coppa del Mondo del 1986. E poco importa il tardivo pentimento dell’agosto del 2005, quando ammise in uno show televisivo di aver fatto gol con la manina. Anche perché, tre anni prima la Fifa aveva eletto proprio quella controversa rete “il gol del secolo”, scatenando Oltremanica reazioni non esattamente all’insegna del fair-play.
MARADONA, GENIO IMPERFETTO — Ma se devi fare la Top-Ten dei 10 campioni mondiali più forti di tutti i tempi, l’argentino ce lo devi mettere per forza. Certo, però, che finire al primo posto della classifica del Times un po’ colpisce, perché non dev’essere stato semplice ammetterlo nemmeno per il prestigioso quotidiano londinese che, non a caso, lo ha definito “un genio imperfetto” per la sua capacità di passare dalle stelle della leggenda agli abissi dell’autodistruzione nel breve volgere di una sola partita. Quanto ai numeri, questi dicono 21 partite giocate e 8 reti segnate. Più gare disputate ma meno gol realizzati rispetto a Pelé, che lo segue subito dopo nella lista e che una volta di sé disse “sono nato per il calcio proprio come Beethoven è nato per la musica”.
PELE’, NATO PER IL CALCIO — E a proposito di gol, malgrado ne abbia segnati qualcosa come 1284 in 1375 incontri in carriera (ma il dato è contestato), Pelé è spesso ricordato nella storia dei Mondiali per i due, clamorosi, che fallì nella Coppa del Mondo del 1970: ovvero, quello contro l’Inghilterra nella fase a gironi e quello contro l’Uruguay in semifinale. Ma il titolo di “re del calcio” non glielo toglie comunque nessuno. Altro titolo, altro campione: si tratta di Franz Beckenbauer, detto “Kaiser”, colui che ha dato una nuova definizione al ruolo del “libero”.
KAISER FRANZ E MEAZZA — Arrogante e sicuro quanto basta, aveva un’aura regale ed era “il burattinaio che stava dietro e tirava i fili”, come osservò una volta un fan. Avrebbe, invece, fatto la fortuna dei paparazzi di oggi l’uomo in quarta posizione, quel Giuseppe Meazza detto “Peppino” che amava in egual misura le donne, lo champagne, il tango e la porta avversaria. Nella sua carriera, illuminata dai Mondiali del '34 e del '38 e spesa per la maggior parte all'Ambrosiana-Inter, ha segnato caterve di gol (33 in Nazionale, a lungo primatista prima che Riva gli strappasse il record) ed è l’unico giocatore ad essere riuscito a mettere d’accordo Inter e Milan su qualcosa: ovvero, il nome dello stadio di Milano, a lui intitolato. E fra i bomber di sempre, come dimenticare Gerd Muller e le sue 14 reti mondiali in 13 partite?
RONALDO DEI RECORD — Un record di gol che ha resistito fino al 2006, quando Ronaldo ne mise a segno uno in più (ma su 19 incontri). Ronaldo che nella classifica è citato all’ottavo posto, dopo Garrincha (sesto) e Johan Cruyff (settimo), e di cui si ricordano le cose belle (i titoli vinti, sia con la Nazionale che singolarmente) ma anche quelle brutte (i cr**k al ginocchio e la famosa finale del 1998, con il giallo delle convulsioni). Quanto a Garrincha, il brasiliano divide con il connazionale Pelé l’etichetta di miglior “dribblatore” e, non a caso, veniva chiamato “Little Bird”, mentre l’olandese di ghiaccio è passato alla storia come l’inventore del “calcio totale” , sebbene sia poi stato l’allenatore Rinus Michels a portarlo alla perfezione. Onore al merito anche per Bobby Moore, il solo inglese presente nella Top-Ten, alla posizione numero 9: indiscutibilmente un campione, ma forse qui gioca anche un pizzico di campanilismo. A chiudere, ecco Ferenc Puskas, la cui Ungheria dei tempi d’oro (1953) fu la prima squadra straniera a vincere a Wembley. Ricapitolando, questa la classifica completa, fermo restando che mai nessuna Top-Ten potrà mettere d’accordo davvero tutti, perché laddove non possono i numeri, può il tifo

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iker86
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Argentina, Ct Maradona operato d'urgenza
30.03.2010 13.28 di Simone Lorini
Fonte: sportsbook24.net
Diego Armando Maradona, selezionatore della Nazionale Argentina, si starebbe operando d'urgenza proprio in questi minuti a causa del morso al volto datogli da un cane. Nulla trapela ancora sulle condizioni del Pibe de Oro, da un anno Ct della Seleccion.

speriamo non sia nulla di grave...porca miseria!
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Pià
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Sto un po' sconfusolato Sto poc bbuon

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juan1926
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ò dico semp io...sti can e meeeeeeee........ Sto ncazzat!!!

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Miccoli: ”Mi chiamavano Maradona Piccinu”

L´attaccante del Palermo, Fabrizio Miccoli, intervistato dal Guerin Sportivo, ha parlato del suo mito: Diego Armando Maradona. "Io più alto di Maradona? Non lo so, francamente siamo lì, posto che lui è di un altro mondo, proprio di un altro pianeta. Quando ero piccolo giocavo a San Donato e già lì facevo numeri, mi iniziarono a chiamare "Maradona Piccinu" o "Lu Maradona". E non è più finita. Le videocassette di Diego le ho consumate a forza di mandarle avanti e indietro. L´orecchino di Maradona? Pensavo di doverlo pagare di più alla signora che ho inviato all´asta ho dato un ordine preciso: portarmelo a qualunque costo. L’orecchino è a Lecce, ma aspetto la prima occasione buona per incontrare Diego e parlargli un po´. E’ il mio sogno: anche il tatuaggio del "Che" è per lui". Mediagol.
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juan1926
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NAPOLI - "Ciao napoletani, sono molto felice di essere qui con voi in questo momento. L'amicizia che ci lega e tutto quello che abbiamo fatto a Napoli lo sappiamo voi ed io".

"Sappiamo che abbiamo fatto tutto contro tutti e questo non si può cancellare. non date retta a quello che dicono di me e di voi, io sarò sempre, sempre lo stesso Diego napoletano. Un bacio a tutta Napoli".

Questo il saluto a Napoli di Maradona. Il video-messaggio sarà proiettato alla fine dello spettacolo che Roberto De Simone dedica all'artista del pallone ed al suo contraddittorio rapporto con Napoli.

Lo spettacolo si chiama "El Diego - Concerto n.10, musica d'autore per goal e orchestra" e andrà in scena per due giorni al Teatro San Carlo, e domenica prossima alle 22 in piazza del Plebiscito.

Il Mattino ieri ha pubblicato in anteprima una foto del video proiettato al San Carlo: c'è Diego con la barba e in tuta che parla ai napoletani. Oggi, nella pagina degli Spettacoli, le parole del video


PAGANINI, De Simone, Maradona.

Tre "numeri 10" per un concerto straordinario, "El Diego n. 10 musica d’autore per goal e orchestra", spettacolo di punta del Napoli Teatro Festtival Italia che inaugura stasera con un altro omaggio a Maradona, "Football, football" di Haris Pasovic all’Albergo dei Poveri (ore 22.45).

- Lo speciale del Mattino (versione on line)

Domani al San Carlo il debutto della nuova opera di Roberto De Simone, omaggio al genio sregolato di Maradona e al suo rapporto con Napoli in cui per esaltare il virtuoso viene eseguito anche il concerto per violino n.1 che Paganini compose per il lirico napoletano.

Nell’occasione Diego, barba bianca, al centro di un campo di calcio, saluta i napoletani in un videomessaggio che ha inviato al Festival che lo farà proiettare prima del concerto in teatro.

DOMENICA SERA PROIEZIONE AL PLEBISCITO

DOMENICA sera, invece, alle 22, il video di Maradona si vedrà in piazza del Plebiscito insieme a tutto lo spettacolo registrato. Al centro dell’emiciclo, tra le due statue, sarà alzato il maxischermo sistemato sotto il pavimento e mai utilizzato.

Gianni Minà, amico personale del calciatore, condurrà la serata che s’annuncia come una grande festa. Sul palcoscenico del San Carlo, invece, l’orchestra prenderà posto a destra e a sinistra della balaustra.

Al centro spazio per i solisti (Raffaello Converso e Antonella Morea), i dodici vocalisti e, alle spalle, il coro. Sullo sfondo lo schermo su cui scorrono le immagini dei gol e dei trionfi del Pibe de Oro realizzati in tutte le squadre in cui ha militato dal ’74 al ’90, dal Barcellona al Boca Junior al Napoli.

Quattrocentottanta spezzoni montati da Carlo Alvino e Marco Rossano che presto potrebbero diventare un singolare dvd. L’orchestra diretta da Pietro Mianini esegue prima Paganini (solista Edoardo Zosi), quindi il nuovo brano di De Simone, «Litanie per la scandalosa e la magnifica - Inno a Iside».

DE SIMONE: IO, EMARGINATO COME DIEGO

"Innanzi tutto devo osservare che Maradona, se non fosse venuto a Napoli non sarebbe diventato il mito che è diventato".

La città lo ha trasformato?
"No, la città lo ha visto come uno dei suoi. Una parte del pubblico napoletano, la parte piú bassa, gli emarginati, si è identificata in lui. Contemporameamente però Diego era anche altro, la ricchezza, il lusso, quello che ce l’aveva fatta. Rappresentava dunque sia l’ambiguità che la trasgressione. Tant’è che tuttora le classi povere e disagiate praticano la trasgressione perché non hanno altra via d’uscita mentre i borghesi della città praticano la trasgressione con la copertura delle istituzioni: riescono ad evadere il fisco, fare falsi in bilancio o costruzioni abusive".

Insomma, Napoli è solo trasgressione?
"Per sopravvivere a Napoli bisogna trasgredire. Napoli è una città barbara e coltissima. Da qui nasce l’esigenza e la funzione del canto, della cantata".

La sua cantata ha a che fare con la ritualità del calcio?
"I tifosi hanno avuto nei confronti di Maradona un comportamento simile a quello dei rituali dionisiaci. Per questo ho realizzato una cantata popolare riferita ai riti della “Macriata” di solito attivati nell’avellinese. Una sorta di esercizio denigratorio in cui si evoca la figura di Matalena o Michela, una figura femminile che ha sempre un doppio, come Iside. È vergine e madre, come Maria, magnifica e scandalosa".

La stessa dualità di Maradona.
"Povero e ricco, emarginato e dio...".

Il testo della cantata?
"Completamente inventato, anche se mi sono rifatto, come dicevo, a queste forme rituali popolari dagli aspetti esoterici. C’è anche un elenco di luoghi particolari della Campania, legati a certi culti. I loro nomi li ho messi insieme tracciando una linea retta tra l’uno e l’altro sulla mappa, ne è emerso il segno zodiadacale della Vergine".

Ascoltando la sua musica eseguita dall’orchestra del San Carlo che impressione ha provato?
"È esattamente come la immaginavo, significa che a 77 anni la mia creatività è intatta. D’altronde la composizione è connotata dall’utilizzo della vocalità naturale, non impostata, il segno che distingue tutte le mie opere, dalla “Gatta” al Requiem per Pasolini alla Populorum Progressio. Mi sarebbe piaciuto lavorare su questi elementi, ma a Napoli non mi hanno mai dato uno spazio, non ho mai avuto un mio teatro. Sono un emarginato e un trasgressivo, mai piegato al potere. Un po’ come Maradona".


04/06/2010

http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20100604&Edition=NAZIONALE&Section=NAZIONALE&Number=23&vis=G

Io amo... Maradona!!! Io amo... Il piu' grande calciatore di tutti i tempi!!! Io amo...

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http://www.youtube.com/watch?v=2gJF0SWwi9s&feature=player_embedded#!

Qualcuno di voi l’avrà sicuramente visto…io da poco ma stu video del film di Kusturica mi sta troppo intrippando….lo dedico a tutti voi fratelli miei napoletani Il piu' grande calciatore di tutti i tempi!!! Maradona!!! Bandiera Napoli!!! Forza Napoli, Woot!!! Bandiera Logo Napoli!!!

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juan1926 ha scritto:
http://www.youtube.com/watch?v=2gJF0SWwi9s&feature=player_embedded#!

Qualcuno di voi l’avrà sicuramente visto…io da poco ma stu video del film di Kusturica mi sta troppo intrippando….lo dedico a tutti voi fratelli miei napoletani Il piu' grande calciatore di tutti i tempi!!! Maradona!!! Bandiera Napoli!!! Forza Napoli, Woot!!! Bandiera Logo Napoli!!!

Pianto greco
Forza Napoli, Woot!!!
Ok!!!

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Giaguaro
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Il personaggio non si discute. Come da calciatore anche da ct della nazionale argentina rappresenta, con i suoi modi di fare, una sorta di valore aggiunto. E accade allora che a Pretoria, dove guida l'allenamento della sua squadra, lo si possa vedere con un sigaro tra le dita. Lui è Diego Armando Maradona....

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ma avete notato che come nel '94 in america (Maradona tornò a giocare)
si troveranno nello stesso girone:
Nigeria Grecia Argentina

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Pià ha scritto:
Nigeria Grecia Argentina
sì ci ho pensato anch'io...ci dobbiamo toccare? Che paura!!!

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juan1926 ha scritto:
Pià ha scritto:
Nigeria Grecia Argentina
sì ci ho pensato anch'io...ci dobbiamo toccare? Che paura!!!


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juan1926 ha scritto:
Pià ha scritto:
Nigeria Grecia Argentina
sì ci ho pensato anch'io...ci dobbiamo toccare? Che paura!!!


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So assai felice stu cazz e merican Mi scompiscio dalle risate

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Io sono el Diego, l’autobiografia di Maradona
16 giugno 2010

Son tornati a giocarsi i Mondiali e, per l’occasione, la casa editrice Fandango ha pubblicato l’edizione tascabile di Io sono el Diego, l’autobiografia di Diego Armando Maradona, uno dei calciatori più magici della storia del pallone.


Perfino io mi ricordo del pibe de oro, io che il calcio lo odio quando non posso ignorarlo. E invece Diego Armando me lo ricordo, non fosse altro per la generazione di Dieghi Armandi che popola Napoli da quel dì delle prime magie del mini-argentino.

Napoli ha una grande adorazione per i suoi dei e quando la squadra del cuore nell’86/87 – se non sbaglio- vinse lo scudetto, i seguaci del dio Maradona festeggiarono per una settimana e dipinsero la città di bianco e azzurro. Faceva uno strano effetto.

Ma,come in tutte le favole e i miti che si rispettino -inclusi quelli dell’Olimpo- viene un momento in cui bisogna ignorare le lusinghe del potere e le insidie della fama. Diego Armando non ci riuscì e cadde nella trappola della perfida strega “bianca” che lo distrusse come uomo e come calciatore.El pibe de oro diventò fango e si abissò.

Ecco: Io sono el Diego racconta la storia di un dio che perse i suoi magici poteri perchè non seppe resistere alle tentazioni della vanità, del successo e della ricchezza. E la racconta proprio lui, il piccolo dio che oggi riemerge dagli abissi e torna alla ribalta con un ruolo più sobrio e meno spettacolare.

E naturalmente è nell’occhio del ciclone, tra chi lo ama, chi lo odia, chi lo guarda con amarezza, chi con sospetto e chi con nostalgia. Io, forse perchè la sua storia è così legata a quella della mia città, lo vedo semplicemente come un uomo che chiede una seconda possibilità. Poi voi…nonzò
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