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Argentina, Ct Maradona operato d'urgenza
30.03.2010 13.28 di Simone Lorini Fonte: sportsbook24.net Diego Armando Maradona, selezionatore della Nazionale Argentina, si starebbe operando d'urgenza proprio in questi minuti a causa del morso al volto datogli da un cane. Nulla trapela ancora sulle condizioni del Pibe de Oro, da un anno Ct della Seleccion. speriamo non sia nulla di grave...porca miseria! |
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juan1926
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ò dico semp io...sti can e meeeeeeee........
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Miccoli: ”Mi chiamavano Maradona Piccinu”
L´attaccante del Palermo, Fabrizio Miccoli, intervistato dal Guerin Sportivo, ha parlato del suo mito: Diego Armando Maradona. "Io più alto di Maradona? Non lo so, francamente siamo lì, posto che lui è di un altro mondo, proprio di un altro pianeta. Quando ero piccolo giocavo a San Donato e già lì facevo numeri, mi iniziarono a chiamare "Maradona Piccinu" o "Lu Maradona". E non è più finita. Le videocassette di Diego le ho consumate a forza di mandarle avanti e indietro. L´orecchino di Maradona? Pensavo di doverlo pagare di più alla signora che ho inviato all´asta ho dato un ordine preciso: portarmelo a qualunque costo. L’orecchino è a Lecce, ma aspetto la prima occasione buona per incontrare Diego e parlargli un po´. E’ il mio sogno: anche il tatuaggio del "Che" è per lui". Mediagol. |
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juan1926
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NAPOLI - "Ciao napoletani, sono molto felice di essere qui con voi in questo momento. L'amicizia che ci lega e tutto quello che abbiamo fatto a Napoli lo sappiamo voi ed io".
"Sappiamo che abbiamo fatto tutto contro tutti e questo non si può cancellare. non date retta a quello che dicono di me e di voi, io sarò sempre, sempre lo stesso Diego napoletano. Un bacio a tutta Napoli". Questo il saluto a Napoli di Maradona. Il video-messaggio sarà proiettato alla fine dello spettacolo che Roberto De Simone dedica all'artista del pallone ed al suo contraddittorio rapporto con Napoli. Lo spettacolo si chiama "El Diego - Concerto n.10, musica d'autore per goal e orchestra" e andrà in scena per due giorni al Teatro San Carlo, e domenica prossima alle 22 in piazza del Plebiscito. Il Mattino ieri ha pubblicato in anteprima una foto del video proiettato al San Carlo: c'è Diego con la barba e in tuta che parla ai napoletani. Oggi, nella pagina degli Spettacoli, le parole del video PAGANINI, De Simone, Maradona. Tre "numeri 10" per un concerto straordinario, "El Diego n. 10 musica d’autore per goal e orchestra", spettacolo di punta del Napoli Teatro Festtival Italia che inaugura stasera con un altro omaggio a Maradona, "Football, football" di Haris Pasovic all’Albergo dei Poveri (ore 22.45). - Lo speciale del Mattino (versione on line) Domani al San Carlo il debutto della nuova opera di Roberto De Simone, omaggio al genio sregolato di Maradona e al suo rapporto con Napoli in cui per esaltare il virtuoso viene eseguito anche il concerto per violino n.1 che Paganini compose per il lirico napoletano. Nell’occasione Diego, barba bianca, al centro di un campo di calcio, saluta i napoletani in un videomessaggio che ha inviato al Festival che lo farà proiettare prima del concerto in teatro. DOMENICA SERA PROIEZIONE AL PLEBISCITO DOMENICA sera, invece, alle 22, il video di Maradona si vedrà in piazza del Plebiscito insieme a tutto lo spettacolo registrato. Al centro dell’emiciclo, tra le due statue, sarà alzato il maxischermo sistemato sotto il pavimento e mai utilizzato. Gianni Minà, amico personale del calciatore, condurrà la serata che s’annuncia come una grande festa. Sul palcoscenico del San Carlo, invece, l’orchestra prenderà posto a destra e a sinistra della balaustra. Al centro spazio per i solisti (Raffaello Converso e Antonella Morea), i dodici vocalisti e, alle spalle, il coro. Sullo sfondo lo schermo su cui scorrono le immagini dei gol e dei trionfi del Pibe de Oro realizzati in tutte le squadre in cui ha militato dal ’74 al ’90, dal Barcellona al Boca Junior al Napoli. Quattrocentottanta spezzoni montati da Carlo Alvino e Marco Rossano che presto potrebbero diventare un singolare dvd. L’orchestra diretta da Pietro Mianini esegue prima Paganini (solista Edoardo Zosi), quindi il nuovo brano di De Simone, «Litanie per la scandalosa e la magnifica - Inno a Iside». DE SIMONE: IO, EMARGINATO COME DIEGO "Innanzi tutto devo osservare che Maradona, se non fosse venuto a Napoli non sarebbe diventato il mito che è diventato". La città lo ha trasformato? "No, la città lo ha visto come uno dei suoi. Una parte del pubblico napoletano, la parte piú bassa, gli emarginati, si è identificata in lui. Contemporameamente però Diego era anche altro, la ricchezza, il lusso, quello che ce l’aveva fatta. Rappresentava dunque sia l’ambiguità che la trasgressione. Tant’è che tuttora le classi povere e disagiate praticano la trasgressione perché non hanno altra via d’uscita mentre i borghesi della città praticano la trasgressione con la copertura delle istituzioni: riescono ad evadere il fisco, fare falsi in bilancio o costruzioni abusive". Insomma, Napoli è solo trasgressione? "Per sopravvivere a Napoli bisogna trasgredire. Napoli è una città barbara e coltissima. Da qui nasce l’esigenza e la funzione del canto, della cantata". La sua cantata ha a che fare con la ritualità del calcio? "I tifosi hanno avuto nei confronti di Maradona un comportamento simile a quello dei rituali dionisiaci. Per questo ho realizzato una cantata popolare riferita ai riti della “Macriata” di solito attivati nell’avellinese. Una sorta di esercizio denigratorio in cui si evoca la figura di Matalena o Michela, una figura femminile che ha sempre un doppio, come Iside. È vergine e madre, come Maria, magnifica e scandalosa". La stessa dualità di Maradona. "Povero e ricco, emarginato e dio...". Il testo della cantata? "Completamente inventato, anche se mi sono rifatto, come dicevo, a queste forme rituali popolari dagli aspetti esoterici. C’è anche un elenco di luoghi particolari della Campania, legati a certi culti. I loro nomi li ho messi insieme tracciando una linea retta tra l’uno e l’altro sulla mappa, ne è emerso il segno zodiadacale della Vergine". Ascoltando la sua musica eseguita dall’orchestra del San Carlo che impressione ha provato? "È esattamente come la immaginavo, significa che a 77 anni la mia creatività è intatta. D’altronde la composizione è connotata dall’utilizzo della vocalità naturale, non impostata, il segno che distingue tutte le mie opere, dalla “Gatta” al Requiem per Pasolini alla Populorum Progressio. Mi sarebbe piaciuto lavorare su questi elementi, ma a Napoli non mi hanno mai dato uno spazio, non ho mai avuto un mio teatro. Sono un emarginato e un trasgressivo, mai piegato al potere. Un po’ come Maradona". 04/06/2010 http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20100604&Edition=NAZIONALE&Section=NAZIONALE&Number=23&vis=G ![]() |
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juan1926
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http://www.youtube.com/watch?v=2gJF0SWwi9s&feature=player_embedded#!
Qualcuno di voi l’avrà sicuramente visto…io da poco ma stu video del film di Kusturica mi sta troppo intrippando….lo dedico a tutti voi fratelli miei napoletani ![]() |
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Giaguaro
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Giaguaro
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Il personaggio non si discute. Come da calciatore anche da ct della nazionale argentina rappresenta, con i suoi modi di fare, una sorta di valore aggiunto. E accade allora che a Pretoria, dove guida l'allenamento della sua squadra, lo si possa vedere con un sigaro tra le dita. Lui è Diego Armando Maradona.... |
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Pià
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ma avete notato che come nel '94 in america (Maradona tornò a giocare)
si troveranno nello stesso girone: Nigeria Grecia Argentina |
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juan1926
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Gianco
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If you touch yourself you go blind |
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juan1926
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stu cazz e merican ![]() |
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CARECA73
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Io sono el Diego, l’autobiografia di Maradona
16 giugno 2010 Son tornati a giocarsi i Mondiali e, per l’occasione, la casa editrice Fandango ha pubblicato l’edizione tascabile di Io sono el Diego, l’autobiografia di Diego Armando Maradona, uno dei calciatori più magici della storia del pallone. Perfino io mi ricordo del pibe de oro, io che il calcio lo odio quando non posso ignorarlo. E invece Diego Armando me lo ricordo, non fosse altro per la generazione di Dieghi Armandi che popola Napoli da quel dì delle prime magie del mini-argentino. Napoli ha una grande adorazione per i suoi dei e quando la squadra del cuore nell’86/87 – se non sbaglio- vinse lo scudetto, i seguaci del dio Maradona festeggiarono per una settimana e dipinsero la città di bianco e azzurro. Faceva uno strano effetto. Ma,come in tutte le favole e i miti che si rispettino -inclusi quelli dell’Olimpo- viene un momento in cui bisogna ignorare le lusinghe del potere e le insidie della fama. Diego Armando non ci riuscì e cadde nella trappola della perfida strega “bianca” che lo distrusse come uomo e come calciatore.El pibe de oro diventò fango e si abissò. Ecco: Io sono el Diego racconta la storia di un dio che perse i suoi magici poteri perchè non seppe resistere alle tentazioni della vanità, del successo e della ricchezza. E la racconta proprio lui, il piccolo dio che oggi riemerge dagli abissi e torna alla ribalta con un ruolo più sobrio e meno spettacolare. E naturalmente è nell’occhio del ciclone, tra chi lo ama, chi lo odia, chi lo guarda con amarezza, chi con sospetto e chi con nostalgia. Io, forse perchè la sua storia è così legata a quella della mia città, lo vedo semplicemente come un uomo che chiede una seconda possibilità. Poi voi…nonzò |
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Pià
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