Napoli, la rabbia di Benitez su un gruppo senza ‘personalità’

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Il Napoli impatta anche a Udine, Benitez punta il dito verso i suoi: troppi punti persi per errori e disattenzioni, manca l’atteggiamento giusto e leader che trascinino.

Un pareggio in perfetto stile Napoli. Di quelli da archiviare nella sezione “punti sprecati” di questa stagione che si sta avviando lentamente alla conclusione. Udine è stata l’ennesima tappa in cui gli azzurri hanno perso terreno, sulla falsariga di quelle prestazioni dove errori, distrazioni e limiti tecnici hanno fatto inesorabilmente la differenza.

La rabbia di Benitez
La rabbia di Benitez

Le colpe stavolta ricadono su Pepe Reina poichè lampanti nella dinamica del goal del pareggio friulano, non vi è dubbio. Tuttavia la squadra, salvo la perla di Callejon e qualche altro sprazzo di Insigne, lasciava emergere ancora una volta tutti i limiti caratteriali e la mancanza di quella mentalità vincente.

Un gruppo ancora senza una decisa coesione di intenti, a corto di veri leader che sappiano dare la scossa nei momenti topici delle partite. Tanti buoni giocatori, qualche potenziale stella internazionale – Higuain, Mertens, Callejon – che finora ha fatto la differenza, ma un organico oggettivamente senza adeguati rincalzi che possano surrogare le fisiologiche mancanze dei migliori. Ma non c’è solo il problema delle alternative forzate causa infortuni e squalifiche.

Senza rincalzi di livello chi è titolare si rilassa“: è lo stesso Benitez a non nascondere dietro un dito un’equazione che nelle grandi squadre non può essere trascurata. Avere una rosa competitiva e poter contare su almeno due elementi di pari livello per ogni ruolo non solo garantisce affidabilità negli avvicendamenti ma è sopratutto un continuo stimolo per gli stessi calciatori. Con il risultato che chi va in campo è sempre costretto a conquistarsi la maglia.

Certo, in questo momento della stagione ci può essere l’alibi delle scarse motivazioni in un campionato che non offre più obiettivi, nonostante manchi ancora il conforto della matematica certezza del terzo posto. E nel prossimo turno gli azzurri faranno visita a Walter Mazzarri, in piena corsa per un posto in Europa League e per la permanenza sulla stessa panchina nerazzurra.

A Napoli invece tutti aspettano con ansia di conoscere le strategie future dopo la prima stagione in chiaroscuro della gestione Benitez; il mercato è ormai il tema principale delle conferenze stampa nonostante la poca disponibilità del tecnico spagnolo di affrontare argomenti che non siano inerenti alla gara successiva.

O quasi: “Sul mercato non è possibile acquistare mentalità e carattere“. Top player che ne possiedano, invece, si possono certamente comprare.

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