Napoli-Cagliari, Ancelotti: “Bisogna finire bene la stagione. Insigne ha ribadito la voglia di restare”

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Ancelotti ha parlato alla vigilia di Napoli-Cagliari: “Bisogna finire bene la stagione. Raiola? Con Insigne ha ribadito la voglia di restare“.

Il Napoli ha ormai congelato il secondo posto, anche se non matematicamente, e quindi potrà essere libero di giocare contro il Cagliari senza pressioni. Ancelotti dovrà però essere bravo ad evitare il problema opposto, ovvero i cali di tensione di una partita con poco significato ai fini della classifica.

L’allenatore del Napoli ha parlato nella consueta conferenza stampa di vigilia. Ancelotti ha presentato la sfida, caricando i suoi giocatori.

“Napoli-Cagliari è importante perché vogliamo fare 80 punti in campionato e saldare il secondo posto. La squadra è brillante, non ci sono segnali di stanchezza fisica o mentale, quindi bisogna chiudere bene la stagione”.

Incontro importante in settimana per Insigne e per la programmazione in generale del Napoli.

C’è stato questo incontro con Raiola e Insigne, lui ha ribadito la voglia di rimanere ed allungare il contratto. D’altronde da parte nostra non c’è mai stata la volontà di cederlo. Lui ha il piacere di continuare a giocare qui. Il futuro? Non voglio parlare di mercato e di giocatori di altre squadre. Modulo? Sarà 4-4-2 anche il prossimo anno, soprattutto in fase difensiva. I dettami tattici resteranno quelli su cui stiamo lavorando. Barella? Non è tra i giocatori attenzionati“.

Sulla formazione di domani contro il Cagliari, Ancelotti non si sbilancia e dà solo un segnale forte, ottimo per i tifosi partenopei.

Albiol ha recuperato e domani giocherà dall’inizio, sta bene. Probabilmente non ha i 90 minuti nelle gambe ma è a posto”.

Carlo Ancelotti infine chiude la conferenza stampa parlando del dualismo tra Cristiano Ronaldo e Messi.

“Messi adesso è più sotto le luci della ribalta perché sta trascinando il Barcellona e Ronaldo invece non gioca la semifinale di Champions dopo nove anni consecutivi. Ma sicuramente sono i due giocatori, forse gli unici, che oggi riescono a fare la differenza anche da soli”.

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