Mertens è il nuovo Lavezzi, in più vede la porta e fa anche goal

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Nella partita con la Lazio è stato Higuain a prendersi la ribalta, ma è Dries Mertens l’uomo che spacca le partite del Napoli. Ed il paragone con Lavezzi viene facile.

Si scrive Higuain, si legge Mertens. Perchè non si tratta solo di una questione di goal, di palloni portati a casa e piazzati in bella vista. Per carità, nessun tentativo di ridimensionare l’hat trick del Pipita, ma l’assist fornitogli da Reja con l’ingresso in campo di Novaretti è stato un invito a nozze che l’argentino ha sfruttato in pieno. Anzi, poteva farne anche qualcuno in più.

Mertens è il nuovo Lavezzi?

Il plumbeo pomeriggio del Napoli è stato invece illuminato dal belga, di fatto l’unico elemento in rosa davvero in grado di spaccare le partite. Il paragone con Lavezzi viene facile: giocatore capace di saltare l’uomo, di creare la superiorità numerica, di ribaltare il gioco ripartendo a alta velocità. Con il “piccolo” particolare che, a differenza del Pocho, Mertens vede la porta. Ed anche benissimo.

Il vero mistero che aleggia intorno al belga è questo impiego con il contagocce: schierato poche volte dal primo minuto, Benitez gli ha sempre preferito ora Insigne, ora Pandev, al netto dell’intoccabile Callejon. Eppure il piccolo folletto azzurro ha probabilmente la resa migliore dell’intero organico, in considerazione del totale dei minuti giocati. Non a caso la valutazione del calciatore, a detta degli esperti di mercato, è già ampiamente raddoppiata.

Per il resto contro la Lazio è andato in scena il solito Napoli: devastante davanti ma incerto ed eccessivamente distratto nella fase difensiva. Troppe infatti le occasioni concesse ai biancocelesti, subito in vantaggio nella prima frazione e ad un passo dal piazzare la beffa finale quando il punteggio era fissato sul 3-2. Sono dunque fin troppo chiari i limiti di questa squadra e i settori dove si dovrà intervenire a fine stagione.

Benitez nella conferenza di sabato non le ha mandate a dire, ribadendo a chiare lettere che la proprietà del club non possiede la forza economica dei gruppi industriali che stanno dietro alle grandi potenze del calcio, che con il fatturato attuale (e la mancanza di uno stadio di proprietà, ndr) il Napoli rientra nella categoria di quelle squadre che ogni 10-15 anni riescono a sovvertire le gerarchie. Quella categoria che comprende squadre come Valencia, Liverpool, Atletico.

E soprattutto ha ribadito che la società non dovrà e non potrà permettersi il lusso di aspettare l’esito dei preliminari di Champions per piazzare i colpi decisivi della prossima sessione di mercato. Anzi, sarà necessario, ha ribadito Rafa, di individuare il prima possibile le pedine da sostituire. Con calciatori più forti sostenuti da ingaggi che facciano digerire anche la panchina, aggiungiamo noi, l’unico modo per colmare quel gap che oggi si traduce in venti punti dalla capolista.

L’obiettivo è stare 10 anni ai vertici e provare a vincere una volta lo Scudetto, una volta arrivare in fondo in Champions. Non possiamo dire ciò che i tifosi vogliono sentirsi dire“. Più chiaro di cosi…

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