Maradona cittadino onorario di Napoli: “Lo sono sempre stato”

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La città di Napoli ha consegnato la cittadinanza onoraria a Diego Armando Maradona per aver trasformato in realtà i sogni dei tifosi.

Napoli omaggia Diego Armando Maradona , il giocatore più forte della sua storia e, secondo tanti, il miglior giocatore in assoluto nella storia del calcio. 2 scudetti (1986-87 e 1989-90), 1 Coppa Italia (1986-87), 1 Supercoppa Italiana (1990), 1 Coppa UEFA (1988-89), 118 goal in 266 e un amore infinito con la città e, soprattutto, con il popolo partenopeo. Tanto da ricevere la cittadinanza onoraria.

Un riconoscimento che ha la sua massima espressione nel cuore di Napoli, in Piazza Municipio, presso il Palazzo San Giacomo. Laddove c’è il Comune. Tanti i presenti. A fare gli omaggi di casa il sindaco Luigi De Magistris, a cui spetta di diritto il messaggio di benvenuto.

“Oggi consegniamo la cittadinanza onoraria a Diego Armando Maradona – le parole del primo cittadino – Condivido le parole dette da Diego ieri riguardo al fatto che è napoletano da sempre. Oggi accade una cosa ancora più importante. La sostanza si unisce alla forma.

“Diego ha fatto sognare i tifosi napoletani e poi ha trasformato i sogni in realtà, per questo merita la cittadinanza onoraria. Oggi le polemiche si dissolgono. Resterai per sempre il nostro numero 10. Adesso sarai ufficialmente un cittadino napoletano, Diego, tu che sei il calciatore più grande di tutti i tempi”.

Poi Maradona:

“Sono cittadino da quando sono arrivato a Napoli. Ringrazio il sindaco De Magistris per avermi messo in mezzo a tutto questo e voglio ringraziare tutta Napoli, perché io giro il mondo e vedo sempre scritte col mio nome in questa città”.

“Nessun popolo mi ha voluto così bene quanto i napoletani. Grazie anche a quelli che non volevano che io diventassi cittadino napoletano, perché così si dimostra che questa è una democrazia e possiamo parlare di tutto. Vogliamo dimostrare di aver fatto qualcosa per questa città”.

“Noi napoletani quando andiamo a giocare ovunque soffriamo il razzismo” ha poi evidenziato Maradona tra il boato del pubblico. “Ne devo parlare con Infantino perché siamo tutti uguali ma qui, e io l’ho vissuto in carne e ossa, il napoletano è discriminato”.

Festa destinata a durare per molte ore ancora, presso tutti i luoghi ‘sacri’ di Napoli. Come ad esempio a Piazza Plebiscito, dove ad aspettare Maradona c’è un fiume di persone. Come se il tempo dal lontano 1991 non sia mai davvero trascorso.