Maradona ambasciatore azzurro, ma detta le condizioni: “Solo con un grande Napoli”

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Maradona apre all’ipotesi di diventare ambasciatore del Napoli nel mondo, ma precisa: “Solo se si farà una grande squadra, torno per vincere lo Scudetto”.

Nessuno a Napoli potrà mai dimenticare quanto fatto da Diego Armando Maradona negli Anni Ottanta. Ora si parla sempre più insistentemente di un possibile ritorno dell’ex Pibe de Oro nel ruolo di ambasciatore internazionale del club azzurro. Il diretto interessato, intervenuto da Dubai ai microfoni dell’emittente Tv ‘Piuenne’.

Maradona ambasciatore del Napoli nel mondo
Maradona ambasciatore del Napoli nel mondo

“Io ambasciatore di questa squadra? Mi farebbe piacere, – ha ammesso l’argentino – ma dobbiamo decidere tutto bene. Io credo una cosa: se Lavezzi e Cavani fossero ancora calciatori di questa squadra staremmo parlando di un grande Napoli. Invece De Laurentiis li ha fatti andare via. E questo mi dispiace molto. Io voglio un Napoli grande, che conti nel mondo. Non mi va che il Napoli perda il passaggio di turno in Champions per colpa di un goal. Voglio essere ambasciatore, ma di un grande Napoli. Devo tornare a Napoli per vincere lo Scudetto”.

L’ex fuoriclasse argentino ha poi parlato dei prossimi Mondiali in Brasile: “Sarà sicuramente una competizione in cui dominerà il Sud America. – ha detto – Brasile e Argentina hanno i giocatori giusti per vincere. Non so se la Spagna può ripetere la scalata. Italia? Ci sono buoni calciatori, anche se non è favorita. Dobbiamo ricordarci però di tutte le volte in cui l’Italia non era favorita e poi ha stupito tutti. Prandelli è un bravo allenatore, si vede che è un condottiero”.

Maradona ha quindi voluto ricordare i vecchi tempi: “Napoli per me è stata una scommessa. – ha affermato – Sono arrivato qui, in un Napoli che lottava per non retrocedere, in un periodo in cui nessun calciatore sarebbe mai venuto. Sapevo solo che ad ogni partita ci sarebbero state 70mila persone a seguirmi e questo mi bastava. Il posto di Napoli dove mi piacerebbe essere ora? A Soccavo, dove ci allenavamo: un campo di cemento, che ci creava un sacco di problemi. Per fortuna c’era Carmando a metterci in campo (ride ndr)”.

“In quella squadra – ha proseguito l’ex numero 10 – avevano un ottimo centrocampo, ma lo spogliatoio è sempre stato vincente. Prima di essere calciatori eravamo uomini che avevano un gran voglia di vincere. Lo Scudetto? La gente di Napoli lo meritava, abbiamo cominciato a vincere quando Bruscolotti mi ha dato la fascia di capitano. Per me è stato un orgoglio”.

Maradona ha risposto anche a domande riguardanti i suoi problemi personali: “La droga? Mi ha tolto una fetta di felicità. – ha spiegato – Adesso sono libero, libero anche do seguire il percorso dei miei figli. Sono tutte cose che non ho potuto assaporare prima. Adesso so che la mia salute è fondamentale. La mia era una malattia. La solitudine ha influito sulla mia dipendenza. Il tempo passa per tutti, mi sono trovato di fronte dei figli grandi, mi sono perso tante cose. Tutte cose che adesso sto recuperando con mio nipote”.

Quindi due parole su Papa Francesco, suo connazionale: “Deve cambiare uno stato come il Vaticano, perché invece di dare ricchezza alla gente la raccoglie. – ha sostenuto l’argentino – In Africa ci sono bambini che ancora muoiono di fame. Lui è sulla buona strada”. Infine l’appello al pontefice: “Francisco voglio conoscerti e parlare con te. Voglio dirti tutto quello che devi fare per il mondo. Tutti i Papi che sono arrivati prima di te hanno parlato con i presidenti e poi con la gente. Tu devi fare il contrario: parla prima con la gente e poi con i capi di Stato”.

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