La Lazio non accetta la sconfitta, Reja accusa: “Rigore cercato dal Napoli, Pandev già due tuffi”

0

Rabbia Lazio per la direzione di gara nel match contro il Napoli, il tecnico Reja accusa Goran Pandev di aver simulato due volte prima del rigore su Mertens.

La Lazio non digerisce le quattro ‘polpette’ subite al San Paolo contro il Napoli ed attacca duramente la direzione di gara dell’arbitro Banti, che già in passato era stato protagonista di episodi favorevoli alla causa partenopea. Il tecnico Reja ha sfogato la sua rabbia nel post partita.

Edy Reja furioso contro l'arbitro Banti
Edy Reja furioso contro l’arbitro Banti

Reja mostra tutta la sua amarezza: “In classifica si sono mossi tutti, venire a Napoli e vincere non era preventivato, ma credevo di fare almeno un punto, perché la Lazio è in buona condizione. Dopo l’intervallo ci credevo. Il rigore e l’espulsione di Cana sono stati determinanti, hanno complicato la partita”.

Il tecnico biancoceleste non ci sta ed attacca l’arbitro, prendendo in esame l’episodio del rigore concesso al Napoli: “Ledesma a Marassi aveva avuto un eccesso di nervosismo, questa è arrivata per un fallo, Cana era già ammonito. Sono episodi. Possono capitare. Lorik c’era quasi arrivato, non so se ha toccato o meno la palla, Mertens non ha fatto grande fatica per evitarlo… Si può discutere. Pandev in precedenza due volte s’era tuffato, qualcuno lo cercava questo rigore… C’è o non c’è, un rigore a metà, si poteva prevedere che sarebbe stato concesso…“.

Un’azione viziata tra l’altro dal fuorigioco di Higuain, Reja sottolinea l’errore dell’assistente: “Bisogna rivedere le immagini, Mertens è partito, io subito non ho visto Higuain, ma guardando bene l’azione, si vede la posizione irregolare. Le partite sono fatte di episodi. Peccato, perché nel primo tempo avevamo messo in difficoltà il Napoli, con Felipe Anderson abbiamo avuto anche la palla del raddoppio”.

Reja spiega infine le scelte fatte a partita in corso e racconta l’accoglienza del suo ex pubblico: “Felipe Anderson non aveva i novanta minuti, l’ho tolto perché volevo riportare Lulic più avanti con Radu a sinistra, così ho messo Novaretti. Noi allenatori siamo sempre nel mirino. Ogni tanto dalla tribuna mi arrivava qualche carota. Si vede che stavolta si sono tenuti le carote per la cena… Mi fanno piacere gli applausi, quando torno a Napoli avverto sempre un affetto straordinario, a lungo andare il mio lavoro è stato riconosciuto”.

Leave A Reply