De Laurentiis su Sarri: “Pensava solo all’immagine”

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De Laurentiis chiude il capitolo Sarri al Napoli: “Offensivo quando disse che doveva arricchirsi, record di punti è un obiettivo personale

La “storia d’amore” tra Maurizio Sarri e il Napoli si è conclusa dopo tre stagioni di calcio spettacolo ma nessun trofeo conquistato, unica grande macchia di un ciclo che proseguirà con Carlo Ancelotti, a cui il presidente De Laurentiis ha affidato le chiavi di una squadra alla ricerca della sua consacrazione europea.

Intervistato da ‘Il Corriere dello Sport’, oltre ad aver dato per fatto l’affare Verdi il presidente azzurro non ha risparmiato critiche al suo ex tecnico, come avviene di solito dopo una lunga storia d’amore burrascosa:

“Non è vero che non ci prendevamo, io sono sempre stato molto educato con lui, l’ho sempre supportato. Ma a un certo punto se tu hai un contratto con me per altri due anni e cominci a seminare pubblicamente dei dubbi, dubbi del tipo ‘non so se rimango’, ‘non so se la società ce la farà a trattenere i migliori’, ‘nella vita meglio finire quando le storie sono belle’, invii dei chiari segnali di insofferenza e sfiducia, disattendi i tuoi obblighi contrattuali e mi procuri dei possibili danni. Non ragioni più da società, pensi solo alla tua immagine“.

Per De Laurentiis, Sarri non aveva un ottimo rapporto col mercato:

“Premesso che lui non ha mai partecipato al mercato, mai, o forse una volta quando suggerì l’acquisto di Maksimovic che ha peraltro giocato pochissimo. Premesso questo, dicevo, prendiamo Mario Rui, è solo un esempio. Se impieghi sempre gli stessi va a finire che presto o tardi si rompono e i sostituti hanno pochi minuti nelle gambe e nella testa. Aggiungo Rog, o Diawara che dopo il primo anno Maurizio giudicò fantastico e geniale e che nel secondo ha utilizzato pochissimo. Zielinski, un altro”.

Il patron si sfoga su due episodi che non gli sono andati a genio:

Quando disse ‘al prossimo rinnovo mi voglio arricchire’. La considerai un’offesa che estenderei a chi vive in un Paese da anni in recessione. Uno che guadagna 3 milioni lordi a stagione, 4 con i bonus, non può affermare una cosa del genere. Il record di punti non è un obiettivo societario, ma un traguardo personale: meglio un secondo posto a 81 e una progressione nel percorso europeo“.

“Al 4-3-3 passò grazie a noi, lo spingemmo a cambiare direzione. Mi disse: Presidente, mi faccia fare alla mia maniera, le prime sette partite le perderemo ma in seguito vedrà che risultati. Gli risposi che dopo tre sconfitte lo avrei dovuto esonerare. La Grande Bellezza è un film di Sorrentino, bellissimo, ma è molto più bello vincere. Liberare Sarri? Se si presenterà qualcuno a trattare sarò ragionevolissimo. Non sono un tipo vendicativo e, lo ripeto, Sarri avrà sempre il mio grazie“.

L’obiettivo è vincere anche in Europa:

“Voglio vincere. Io sono un dirigente d’azienda, Sarri, l’allenatore in generale, è un dipendente di altissimo livello, e questa azienda per crescere ha bisogno di aumentare il fatturato, non conosco altre vie. Come? Attraverso le coppe europee. Al primo anno di Serie A il Napoli figurava alla posizione numero 515 del ranking mondiale, oggi siamo sedicesimi. Le coppe sono fondamentali; io sono chairman dell’ECA per il marketing e la comunicazione e secondo te non voglio fare strada nelle coppe? Avete visto cosa ha portato a casa la Roma? 90 milioni”.