Mertens e Callejon, De Laurentiis: “Vogliono i soldi? Vadano in Cina!”

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Il presidente del Napoli si sfoga contro le situazioni di Mertens e Callejon: “Se considerano i soldi un fine, vadano in Cina. Non farò sforzi”.

A margine dell’incontro in Comune con il Sindaco di Napoli, per firmare la convenzione per l’utilizzo dello stadio San Paolo, Aurelio De Laurentiis ha avuto modo e tempo anche di parlare di questione di campo, o meglio, di calciomercato.

“A che punto siamo con i rinnovi di Mertens e Callejon? Io non sono disposto a fare sforzi importanti. Queste cose dipendono dall’età dei giocatori, dalle loro prestazioni, da che ruolo occupano. Se qualcuno vuole andare a fare le marchette in Cina perché strapagato, per vivere due o tre anni di merda, è un suo problema. Se considerano i soldi un fine, vadano in Cina“.

Quelle del presidente del Napoli, ai cronisti presenti, sono delle vere e proprie bordate. Poi si apre anche il ‘capitolo’ Insigne.

“Insigne si deve tranquillizzare, diventando una persona più serena. Ma questo è un problema suo, non glielo può risolvere né Raiola e né Ancelotti. Lui è un grande calciatore, poi in certi periodi può essere meno in forma di altri, ma non può rispondere con battute e atteggiamenti di sfida alle scelte dell’allenatore. Perchè l’allenatore è un padre di famiglia che ha 60 anni, non ti manda a quel paese solo perché ha tre volte la tua età”.

Parlando di calciomercato, De Laurentiis non risparmia nemmeno Koulibaly.

“Per Koulibaly ho rifiutato 105 milioni di euro, ma arriverà prima o poi il momento in cui dovrò venderlo. Io sono rimasto affezionato all’uomo, ma come detto un giorno dovrò vendere sia lui che Fabian Ruiz”.

E proprio su Fabian Ruiz, il presidente del Napoli fa più o meno lo stesso discorso.

“È sempre stato un top player. Se io dopo 15 anni mi convinto a pagare 30 miloni un quasi sconosciuto, ci sarà un motivo. Un conto però è giocare in una nazionale ed un conto è giocare ogni 3 giorni in un club. Abbiamo trovato Fabian, ma ne troveremo altri come abbiamo sempre fatto. La porta resta sempre aperta”.

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