Coronavirus: Napoli-Inter, semifinale di Coppa Italia, ufficialmente rinviata

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Il prefetto di Napoli Marco Valentini ha deciso il rinvio della partita di Coppa Italia.

Il Prefetto di Napoli ha disposto il rinvio del match di Coppa Italia tra gli azzurri e Inter: ora il calendario si complica.

NapoliInter, gara di Coppa Italia inizialmente prevista giovedì sera a porte aperte.

La decisione è stata assunta dal Prefetto della città partenopea sulla falsariga di quella del collega torinese. Il tutto in attesa del decreto governativo atteso nella giornata di mercoledì. Di seguito la nota.

“PREMESSO:

che l’Organizzazione mondiale della sanità, a causa del carattere particolarmente diffusivo del contagio e dell’incremento dei casi e dei decessi, il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

che alla luce dell’evolversi della situazione epidemiologica in Italia, con il decreto legge 23 febbraio 2020, n.6, in considerazione della straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per contrastare l’emergenza da COVID-19, sono state adottate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus;

che l’art. 3 del DPCM 1° marzo 2020, attuativo del citato decreto legge, ha previsto l’adozione di misure di prevenzione e informazione sull’intero territorio nazionale: che con proprio provvedimento n. 62426 in data 27/02/2020, in conformità alla determinazione n. 8 assunta dal C.A.M.S. in data 20/02/2020, è stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia per la partita di calcio Napoli- Inter, valevole per la Coppa Italia, programmata allo stadio S. Paolo di Napoli per le ore 20.45 del giorno 5 marzo 2020;

CONSIDERATO

che nel corso della seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi in data odierna, è stato evidenziato il probabile afflusso di tifosi per i quali non sarebbe possibile individuare con esattezza la provenienza, indipendentemente dalla residenza, in quanto potrebbe trattarsi di persone provenienti, per motivi di lavoro o di studio, dalle aree di cui agli allegati 1, 2 e 3 del DPCM 1° marzo 2020, con conseguente concreto rischio per la pubblica e privata incolumità connesso al possibile ulteriore diffondersi del virus COVID-19 ;

che per il citato incontro di calcio sono stati venduti circa 40 mila biglietti, circostanza che determinerebbe inevitabili assembramenti per controllare gli ingressi allo stadio;

che non è possibile adottare misure sufficienti a prevenire la diffusione di contagio in caso di assembramenti massivi, come in occasione di importanti eventi sportivi che prevedano la presenza di diverse migliaia di persone;

che pertanto il citato provvedimento di divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Lombardia, già assunto per motivi di ordine pubblico, non risulta sufficiente a prevenire la possibile diffusione del contagio;

RITENUTO che quanto precede può determinare un concreto e reale pregiudizio per la sicurezza collettiva e l’incolumità personale dei singoli e che, pertanto, risulta necessario assicurarne un’efficace protezione in relazione all’esposizione al rischio di contagio nel corso della  manifestazione sportiva, alla quale è prevista, come detto, la partecipazione di almeno 40 mila persone;

RITENUTO altresì che l’esercizio del potere di ordinanza si rende necessario ed indifferibile per fronteggiare una situazione di urgenza, senza ricorrere al quale di determinerebbe il concreto rischio della diffusione del contagio da COVID-19 tra i presenti all’evento, allo stato non superabile con i rimedi ordinari previsti dalla normativa;

RAVVISATA pertanto la necessità e l’urgenza di adottare le necessarie misure finalizzate ad assicurare un’efficace protezione della sicurezza collettiva e della incolumità personale dei singoli, astrattamente esposti in occasione della competizione sportiva in questione;

SENTITI al riguardo il Ministro dell’Interno, il Ministro della Salute e il Ministro dello Sport; SENTITI altresì la Regione Campania, il Sindaco di Napoli e la Società Sportiva Calcio Napoli; VISTO l’art. 2 del T.U.L.P.S., approvato con R.D. 18.6.193, n. 773;

ORDINA

L’incontro di calcio Napoli — Inter, valevole per la Coppa Italia, programmato allo Stadio S. Paolo di Napoli alle 20.45 del giorno 5 marzo 2020, è differito a data successiva che verrà
individuata dagli organismi competenti;

Il Questore di Napoli è incaricato dell’esecuzione del presente provvedimento, nonché della
notifica dello stesso alla Lega Calcio Serie A, alle società “S.S.C.Napoli” e “Inter F.C.”.
Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso al TAR della Campania entro 60 giorni dalla notifica o, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla notifica”.

Al comunicato della Prefettura di Napoli, ha fatto seguito quello della Lega.

“Il Presidente della Lega Serie A, preso atto dell’ordinanza del Prefetto di Napoli del 4 marzo 2020 n. 0069870 che dispone il differimento a data successiva della gara semifinale di ritorno di Coppa Italia Napoli-Inter in programma il giorno 5 marzo 2020 alle ore 20.45, comunica che la suddetta gara è rinviata a gara da destinarsi”.

Le nuove disposizioni, d’altronde, vieteranno qualsiasi manifestazione che preveda l’affollamento di persone per i prossimi trenta giorni. Un provvedimento che di fatto obbligherà il calcio a prendere una decisione definitiva.

Se la Lega vorrà evitare di fermarsi sarà necessario utilizzare lo strumento delle porte chiuse su tutti i campi. Una soluzione non troppo gradita ai presidenti (De Laurentiis si sarebbe opposto) ma ormai necessaria, in attesa di una norma che disciplini l’intero movimento calcistico italiano.

Resta da capire quando verrà recuperata Napoli-Inter dato che il calendario dei nerazzurri, ancora in corsa pure in Europa League, è parecchio congestionato dopo i rinvii di JuventusInter e InterSampdoria.

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