Catania-Napoli: il Ciuccio è sempre più mortificato.

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Ieri allo stadio Massimino c’era in gioco solo l’onore. Questa volta le motivazioni erano deboli per entrambe: non era in ballo la permanenza in serie A, ne un posto in Europa. La partita non era più importante di una semplice amichevole, ed il Napoli aveva l’occasione di ritrovare un pizzico di dignità contro un Catania reduce da 4 sconfitte consecutive. Gli ultimi punti erano datati 20 aprile: 2 a 0 alla Sampdoria e quota salvezza conquistata. Il Catania da quel giorno era una squadra in vacanza, come il Napoli, più del Napoli. Tutti si aspettavano la reazione d’orgoglio in una partita che non aveva nulla da dire, invece così non è stato. Alle pendici dell’Etna si è consumata l’ennesima disfatta azzurra di questa stagione, ed ormai il Napoli si avvia a chiudere il campionato nel modo meno dignitoso possibile. Da più di quattro mesi la squadra prima di Reja e poi di Donadoni  è stata la barzelletta d’Italia, bastonata su tutti i campi della serie A. La stessa formazione in grado di regalare forti emozioni fino a gennaio, ora ha perso tutto. Anche la dignità. E quando si arriva a questo punto, i tifosi cancellano dalla  mente quanto di buono è stato fatto, perché la sofferenza di vedere la propria squadra umiliata dovunque è troppo forte. Eppure anche ieri, come contro il Toro, la partita non è iniziata male. La compagine di Donadoni,  passata in vantaggio con uno splendido gol di Mariano Bogliacino , ha disputato un buon primo tempo. Ma il pareggio di Morimoto proprio allo scadere della prima frazione di gioco è stata la classica avvisaglia che il Napoli versione 2009 stava per fare la sua comparsa anche sull’erba dello stadio catanese. Solo questione di tempo. Nella ripresa infatti ecco la solita eclissi, e la luce si spegne: squadra svogliata che gioca con sufficienza, anzi, che non gioca. Troppo ghiotta per il Catania l’occasione di chiudere in bellezza la stagione davanti al pubblico amico, così complice anche una clamorosa svista dell’arbitro Baracani, che all’88esimo concede un rigore inesistente per un presunto fallo di Santacroce , ed è 2 a 1 targato Mascara.  Napoli ferito per l’ennesima volta, ma non finisce qui: tre minuti ed il giovane Falconieri trova il gol dell’anno con uno splendido tiro da 25 metri che si insacca all’incrocio dei pali, dove Navarro non può arrivare. Game over quindi, e classifica del Napoli che ad una giornata dalla fine resta ferma a quota 43, tre miseri punti in più della quota salvezza: meno 7 rispetto alla passata stagione, con 33 milioni di euro investiti sul mercato.


Vincenzo Mugione NAPOLICALCIO.NET

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