Calciomercato Napoli, Ancelotti su Lozano: “Mi piace da morire”

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Ancelotti al ‘Corriere dello Sport’: “Seedorf mi chiedeva sempre spiegazioni dopo ogni sostituzione. In campionato ci proveremo fino alla fine“.

La stagione del Napoli può essere considerata positiva, almeno fino a questo punto: l’eliminazione dalla Champions League alla fase a gironi non ha intaccato il percorso di crescita degli azzurri, guidati da un Carlo Ancelotti in grande spolvero.

Il tecnico azzurro si è subito immerso alla grande nel mondo partenopeo, diventandone uno degli idoli indiscussi per la sua passione e generosità, attributi da sempre proprio di un professionista che in Italia ed Europa ha vinto praticamente tutto.

Intervistato in esclusiva dal ‘Corriere dello Sport’, Ancelotti è tornato sull’amarezza europea, arrivata in un girone ai limiti del proibitivo con due big assolute come PSG e Liverpool. Con un occhio alla Serie A.

“Nel nostro girone c’erano due potenziali vincitrici, PSG e Liverpool, noi siamo stati in corsa fino all’ultimo. In campionato ci proveremo fino in fondo ma se vincerà la Juve non sarà una grande novità. O sbaglio? Qui a Napoli De Laurentiis ha fatto un grande lavoro. Cristiano, il nostro Cristiano (Giuntoli, nda), ha fatto i miracoli”.

Il mercato in entrata degli azzurri deve ancora decollare. Alcuni nomi sembrano far gola all’ex Bayern Monaco.

Lobotka lo trattammo l’estate scorsa quando rischiavamo di perdere Fabian Ruiz per via della clausola. Barella è forte, Lozano mi piace da morire. Ma adesso mi tengo la mia squadra, che è un’ottima squadra”.

Con De Laurentiis le cose vanno a gonfie vele: il rapporto tra i due è diretto, da parte del presidente c’è molta curiosità.

“Se ci sentiamo? Due volte a settimana, di solito. Si informa, è giusto che lo faccia. Vuole sapere, domanda. Gli ho detto che se un giorno mi fa la formazione io gli organizzo il cast per un film. Prendo De Niro, Ryan Gosling, Di Caprio, Bradley Cooper, Chris Payne e la nostra amica Zoe Saldana”.

Spazio anche per ricordare un ex giocatore particolarmente piccato ogni qual volta veniva sostituito proprio da Ancelotti.

Seedorf, al Milan. Clarence con me ha giocato tanto ma ogni volta che lo sostituivo sapevo che il giorno dopo si sarebbe presentato per chiedere spiegazioni. ‘Perché mi hai tolto? Perché proprio io, ancora?’ Era diventato una barzelletta, al punto che dopo il cambio Tassotti mi diceva: ‘Domani aspettatelo in sede’. Cosa rispondevo a Clarence? ‘Facevi schifo, eri morto’, e molto spesso si finiva con una risata”.

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