Ancelotti, troppi insulti negli stadi: “Si fermino le partite”

0

Il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, lancia l’allarme: “A livello di cultura in Italia siamo indietro. Qui la partita è vista come una battaglia”.

Carlo Ancelotti è certamente uno degli tecnici di maggior esperienza della Serie A. Nel corso della sua straordinaria carriera, non solo ha vinto moltissimo, ma ha avuto modo di allenare anche all’estero e più precisamente in Inghilterra, Francia, Spagna e Germania.

Tornato in Italia per guidare il Napoli, a nove anni di distanza dalla conclusione del suo straordinario ciclo al Milan, il tecnico di Reggiolo ha avuto la possibilità di toccare con mano quelle che sono le differenze tra il nostro campionato e quelli esteri nei quali ha lavorato.

Ancelotti, parlando a Coverciano in occasione della Panchina d’Oro, ha spiegato: “A livello di cultura in Italia siamo indietro. Qui si pensa ancora che una partita di calcio sia una battaglia. In Inghilterra è difficile se non impossibile essere insultati, in Francia invece non c’è quella passione che c’è in Spagna o qui da noi. In Spagna c’è una fortissima rivalità tra il Real Madrid ed il Barcellona, ma non c’è la maleducazione che c’è negli stadi italiani. Una partita deve essere un evento e la maleducazione non deve esserci. Adesso abbiamo il vantaggio che le partite si possono sospendere. Ci si ferma per la pioggia, si fermino le gare anche se si insulta. E’ una cosa che si può fare e che penso che faremo”.

Se dal punto di vista culturale in Italia non si è al livello di altri paesi, non lo stesso si può dire per un discorso puramente tattico: “Le squadre estere sono più carenti da questo punto di vista, mentre il calcio italiano è ancora tatticamente molto competitivo e considerato. Un calciatore o un allenatore italiano, ha più conoscenze rispetto agli altri e questo perché da noi si gioca con vari sistemi”.

Ancelotti ha ricordato il suo primo approdo in un campionato estero: “In Inghilterra ho trovato un gruppo di lavoro diverso dal mio staff e questo mi ha permesso di accrescere le mie conoscenze. Il problema principale è sempre legato alla lingua, è più difficile spiegare le proprie emozioni”.

Leave A Reply